La Guerra Bianca - Aglaia Viaggi

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La Guerra Bianca

La Guerra Bianca

La guerra del 1915-18 vide le truppe degli eserciti austro-ungarico e italiano contendersi aspramente e a lungo cime e ghiacciai delle Alpi orientali (gruppi Ortles-Cevedale,  Adamello-Presanella e Marmolada), combattendo in condizioni estreme e a quote fino a quel momento impensabili, tra neve e ghiacci. Questa fattispecie del conflitto venne definita “guerra bianca”.

1° giorno
Ritrovo dei partecipanti davanti alla scuola e partenza in pullman granturismo per il Passo del Tonale. Pranzo libero. Arrivo e sosta per la visita del Monumento-ossario. Inaugurato nel 1924 in occasione di una delle prime adunate nazionali dell’Associazione Nazionale Alpini e ampliato nel 1933, il monumento è un edificio a pianta quadrata con abside semicircolare all’ingresso, completamente rivestito di blocchi di granito, con gruppi bronzei a bassorilievo. Sui lati due scalinate salgono alla terrazza panoramica, dove è collocato un gruppo scultoreo della Vittoria Alata. All’interno la cripta custodisce nello spessore delle pareti i loculi con le spoglie di 847 caduti della Grande Guerra e due lapidi in bronzo che ricordano le vittime della 5° Divisione alpina. Proseguimento per Vermiglio e visita del Museo della Guerra, che ospita la collezione di reperti raccolti negli anni sulle montagne della Valle di Sole, nella zona del Passo del Tonale e dei monti Adamello e Presanella. La mostra si apre con una grande carta geografica dell’Impero austro-ungarico (1909), prosegue con pannelli che illustrano la costruzione dei forti della Valle di Sole e descrivono le principali vicende belliche relative al fronte del Tonale, l’epopea dei profughi della comunità di Vermiglio e il loro rientro nel paese devastato alla fine della guerra. Nelle vetrine sono esposti oggetti della vita quotidiana, armi, uniformi e utensili della dotazione dei soldati, cimeli e decorazioni. Sci, ramponi da ghiaccio, racchette da neve e sovrascarpe in paglia per le vedette testimoniano la durezza della vita quotidiana alle alte quote.  Trasferimento in albergo e sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento.

2° giorno
Dopo la prima colazione, partenza per Pejo e visita del Museo della Prima Guerra Mondiale inaugurato nel 2003. Conserva oggetti, documenti e fotografie legati alle vicende della Guerra Bianca nella Valli di Sole e Pejo e provenienti dai monti del gruppo Ortles-Cevedale. Le collezioni esposte permettono di conoscere l’esperienza dei soldati al fronte, ricostruendo una parte importante della storia della comunità di Pejo. L’esposizione comprende armi, uniformi, mezzi di trasporto e strumenti di uso quotidiano come quelli da cucina e da infermeria, oggetti personali e della devozione religiosa, segni di riconoscimento e distintivi. Una cucina da campo richiama il problema della sopravvivenza e dei rifornimenti al fronte. Il carrello di una teleferica recuperato a Punta Linke testimonia quali fossero i mezzi di trasporto indispensabili per affrontare la guerra in montagna. La ricostruzione di una baracca adibita a primo soccorso illustra la situazione medico-sanitaria e un altare da campo usato in trincea evoca la vita spirituale dei soldati. Pranzo libero.


L’inferno di Passo Paradiso
Il Passo Paradiso (o Passo del Monticello, come lo si chiamava prima della guerra), costituiva il confine tra Regno italiano e Impero austro-ungarico e per tutta la durata della guerra fu il bastione difensivo austriaco in questo settore di fronte. Nonostante la cresta fosse quasi inaccessibile, si susseguirono scontri ripetuti e sanguinosi. Le truppe italiane vi portarono numerosi attacchi, cercando qui la via di accesso alla Val di Sole e quindi per Trento. Riuscirono a conquistarla il 26 maggio del 1918, facendo più di 800 prigionieri austriaci e impossessandosi di una buona quantità di mitragliatrici e di pezzi d’artiglieria.


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